
I Paesi che si affacciano al Mediterraneo devono indubbiamente ogni aspetto della loro esistenza a questo tappeto di mare, non certo piccolo ma nemmeno tanto grande, che dalla notte dei tempi li ha resi in qualche modo tutti fratelli: fratelli nei traffici marinari, nella storia e nelle leggende, nell arte: perciò fratelli anche nella musica, nei timbri, nei ritmi.
E allora immaginiamo un Ulisse, ma un Ulisse di oggi, che vaga pigramente, innamorato del suo mare, lasciando che una zattera lo porti da una riva all altra: in ogni porto, con certezza, egli si ritroverà immerso nei familiari profumi della macchia costiera; e allo stesso modo riudrà i canti delle radici, e riconoscerà le scale musicali, costruite tutte sui medesimi ancestrali grappoli di intervalli melodici: senza pretenziosi recuperi filologici in punta di piedi, senza fatiche intellettuali l'istinto arcaico ritrova dappertutto se stesso come ritrova sempre il sole e il mare, anche se gli strumenti, i suoni, i generi sembrano cambiati.
Il repertorio algerino o marocchino è forse meno sincopato e trascinante di quelli attuali ?
Il sound Napoletano ha forse mai rinunciato ai suoi peculiari melismi e alle sue arabeggianti armonie ?
Il mitico Egitto è poi così tanto lontano o perduto, quando ascoltiamo cose d'Avanguardia o New Age?
Se esiste, insomma, un vero genere moderno, altro non può essere se non la fusione consapevole e intenzionale di tutti i generi e di tutte le esperienze sonore, favorendo di buon grado ciò che dai tempi più antichi è sempre accaduto nella cultura umana.
Ulisse siamo noi, oggi, Mediterranei universali, forse i primi, dall'alba dell'uomo, ad aver sperimentato il villaggio globale reale, ad aver inventato, o meglio scoperto l'Europa, prima di cercarla affannosamente come ora; navigatori da millenni, il cuore eternamente pervaso da questa solare mestizia ci fa sentire anime antiche, Vecchi Saggi dell'Occidente; così dentro all' Ombelico del Mondo da trovare spesso difficoltà nel distinguerci dagli Orientali.
Qualche volta ci accorgiamo perfino del sapore familiare di ciò che con la bassa marea arriva dai giovani cugini d'Oltreoceano: il mare inesorabilmente restituisce tutto, prima o poi.
Perdiamoci anche noi, con una zattera, nel mare dei suoni di sempre.
Gianfranco Cerreto VOCI
Giorgio Tonelli CLARINETTO
Alberto Martinelli VIOLINO
Gabriele Miglioli VIOLONCELLO
Elena Trovato ARPA
Luigi Signori TASTIERA MIDI e PERCUSSIONI
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